IL DIZIONARIO DEI TESSUTI: COME IMPARARE A CONOSCERLI

 

Il dizionario dei tessuti: come imparare a conoscerli

Nonostante l’enunciazione del titolo, quando si parla di dizionario dei tessuti, non si vuole avere la pretesa di insegnare nulla sull’eleganza. Si punta, invece, a condividere le informazioni, comprendere il significato e il valore dietro il nome di ogni tessuto e, non ultimo, imparare a sceglierli a seconda dell’abito che si vuole confezionare.

Non esiste atto che, come il vestirsi, sia tanto personale. È questo un momento creativo, libero ma condizionato, nel medesimo tempo, da regole e convenzioni. In questo dualismo, dunque, torna utile la conoscenza del tessuto così da acquistare consapevolezza sia di fronte alle proposte del sarto, sia per meglio affrontare gli slanci creativi nel momento della scelta di un abito.

Proprio perché un buon abito parte sempre da una buona stoffa, un dizionario dei tessuti si presenterà decisamente corposo, cercando di riunire in un elenco rappresentativo, il meglio dei diversi tipi di tessuto adatti all’abbigliamento maschile. Qui invece ci limitiamo a una selezione dei più famosi.

 

Tessuto di cotone

Dopo il lino e la lana, il cotone è la fibra tessile più antica, tanto che due bioccoli databili fra il 7200 e il 5800 a.C. furono ritrovati in una caverna della Tehaucan Valley vicino a Città del Messico. Il cotone è una fibra resistente e è anche l’unica che aumenta la resistenza quando è bagnata. Tra le declinazioni più famose del tessuto di cotone si possono citare sicuramente il velluto a coste, il denim e il fustagno.

Il velluto di cotone è, all’interno di questo gruppo, il tessuto più caldo grazie alla peluria delle coste che forma un cuscinetto d’aria dall’effetto isolante. Differentemente, il denim si presenta come un tessuto molto resistente in cui i fili di trama non sono tinti mentre quelli in ordito sono colorati di blu indaco. il fustagno, invece, è un tessuto molto classico e come il denim acquista morbidezza e plasmabilità solo con l’uso.

 

Tessuto di lana

La lana è una fibra prodotta in natura per difendere le pecore dalle avversità atmosferiche e si presenta con caratteristiche diverse per lucentezza, finezza, morbidezza ed elasticità. Notevoli e varie sono poi le qualità della lana, prima fra tutte quella di riscaldare, di essere idrorepellente e resiliente.

Il tessuto di lana occhio di pernice presenta un’armatura specifica con due fili chiari e due scuri destinato alla confezione di abiti dal taglio classico. È un tessuto scuro con piccoli tondi chiari e scuri vagamente simili all’occhio di pernice. È un classico semi informale, spesso usato negli ambienti di lavoro in alternativa alla grisaglia.

Il tessuto cheviot, prende il nome dal fatto che originariamente veniva prodotto con lane di pecore scozzesi di razza Cheviot.  L’armatura è a spina derivata dalla batavia, intersecata con filetti di colore vivo spesso di seta. È uno dei tessuti classici più pesanti e ruvidi.

La lana gabardine presenta un’armatura a batavia, caratterizzata da un effetto in diagonale molto verticalizzato, creato da una prevalenza di fili in ordito rispetto alla trama. Nonostante i fili siano molto battuti per rendere il tessuto piuttosto impermeabile, la gabardine resta comunque un tessuto delicato.

 

Tessuto di cashmere

Sempre tra i tessuti di origine naturale non possiamo non citare, il cashmere sia questo cardato o pettinato. Per quanto riguarda il cashmere cardato, proviene dalle capre allevate nelle zone del Tibet, sugli altipiani della Mongolia e in Iran. È un tessuto morbido e piuttosto resistente, quasi sempre follato. La particolarità di questo tessuto è che, differentemente dalle fibre di lana che durante la follatura si legano, questo non avviene nel cashmere.

Il cashmere pettinato, decisamente più prezioso, utilizza solo la parte più bella della fibra e viene usato per tessere i tessuti più leggeri e pregiati proprio grazie alla loro capacità di resistenza superiore a quella del cashmere cardato.

 

Tessuto di lino

Proseguendo, in ordine alfabetico, tra gli elementi di questo condensato dizionario dei tessuti il prossimo che merita menzione è il lino.

La storia vuole che il lino sia stato il primo tessuto adoperato dopo la fase della preistoria, quando ancora ci si vestiva di pelli animali. Fino alla prima metà del secolo scorso, il lino copriva oltre la metà del fabbisogno tessile mondiale, poi sostituito dai tessuti in cotone. Tuttavia il lino è più lucente del cotone, non provoca allergie ed è altamente confortevole a contatto con la pelle. Se è vero che giacche e pantaloni in lino possono stazzonarsi facilmente, non bisogna dimenticare che dopo la seta, il lino è la fibra naturale più resistente e col passare del tempo diventa più morbida.

 

Tessuto di seta

Ultimo tessuto di questa breve carrellata è la seta: il tessuto che di deve indossare se si vuole  raggiungere il paradiso. La più nobile, la più morbida, la più fine tra le fibre naturali. Freschissima d’estate e calda d’inverno, si presenta come un filamento continuo molto sottile e lucente. Il tipo di tessuto di seta dipende dalla grandezza proprio del filato, ovvero dal titolo, dal suo grado di torsione e dall’armatura che con questo si ottiene. Si contano quattro tipi di tessuto: le tele o taffetas, le saglie o diagonali, i rasi o satin e, ultimi, gli jacquard.

Il raso è un tessuto con un aspetto opaco sul diritto e lucido sul rovescio, nel complesso più lucente rispetto alla lana e più regolare rispetto allo shantung che invece è un tessuto che non si stropiccia, resistente all’usura ed abbastanza elastico. La tela di seta è un tessuto molto fresco particolarmente adatto per le situazioni estive; nella versione più battuta, quindi più pesante, prende la denominazione di popeline di seta.

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