Au Revoir Karl Lagerfeld

karl lagerfeld instagram

karl lagerfeld instagram

Martedì 19 febbraio il mondo della moda ha appreso una terribile notizia, la morte di Monsieur Karl Lagerfeld direttore creativo della Maison Chanel e Fendi. Aveva già destato preoccupazione il fatto che lo scorso 22 Gennaio non si fosse presentato in passerella alla fine della sfilata i Chanel alla quale era presente solo il suo braccio destro e sinistro Virginie Viard, come la definiva lui, che da più di Trent’anni lo seguiva. Dopo la sua morte è diventata la direttrice creativa di Chanel raccogliendo l’eredità del maestro e l’arduo compito di creare una nuova moda. Virad è l’unica donna a prendere le redini della casa di moda dopo la sua fondatrice Coco Chanel.   La notizia ha lasciato tutti gli addetti ai lavori e non solo con l’amaro in bocca, con lui se ne va un pezzo di storia, un’icona e un’immagine senza tempo, di una moda colta e raffinata che parlava a più generazioni e che sapeva già di mito, oggi ancor di più.

Il Kaiser del fashion, così era definito Lagerfeld, amava considerarsi un freelancer ossia uno spirito libero perchè amava sperimentare e immaginare una moda sempre nuova e contemporanea.  Nacque ad Amburgo il 10 settembre 1933 anche se lui sosteneva di essere del 1935, ma il vero anno di nascita rimarrà un mistero… da genitori tedeschi: Christian ed Elisabeth Lagerfeld.  Il padre era socio di una banca d’affari svedese che fece fortuna introducendo il latte condensato in Germania. Era figlio unico. È la madre a trasmettergli la passione per la moda infatti nel 1949 presenziano insieme a una sfilata di Christian Dior il più grande Coutourier della moda in quel momento. Qualche anno più tardi nel 1953 Lagerfeld lascia la Germania insieme alla madre e approda nella capitale Francese Parigi da cui poi non andrà più via.  La prima opportunità di lavoro e sperimentazione della moda ce l’ha ha grazie Pierre Balmain nel 1954 vincendo un concorso per aver disegnato un cappotto sponsorizzato dal Segretario internazionale della Lana.  Negli anni Sessanta inizia sempre di più ad affermare un suo linguaggio estetico, uno stile unico e fresco a seconda della casa di moda per cui lavorava. Sono proprio questi gli anni infatti del Freelencer libero da schemi.

Viaggia in Europa e approda a Parigi, in Germania e anche in Italia per lanciare una propria etichetta.  Nel 1964 è la volta di Chloé fino al ’78, ma vi farà ritorno tra il ’92 e il ’97 è dunque il momento ideale per dare sfogo alla sua visione.  Nel 1965 c’è l’approdo in Italia con le sorelle Fendi per le quali disegna sia accessori che prêt-à-porter sodalizio che si prolunga negli anni sino ai nostri giorni.  Dopo l’arrivo a Fendi, Lagerfeld lavora instancabilmente portando avanti sempre più progetti: nel 1974 fonda anche il brand che porta il suo nome, e che a fortune alterne prosegue ancora oggi (nel 2005 lo ha rilevato Hilfiger, lasciandogli però il controllo artistico). Nel 1983 le cose cambiano, ancora una volta. A dieci anni dalla morte di Coco gli viene chiesto di prendere in mano la maison Chanel. I suoi amici lo scongiurano di non farlo, di non rovinarsi la vita in quel mausoleo polveroso e superato, ma per lui è una sfida da vincere: e la vince, eccome. Con un notevole senso degli affari punta sui simboli della maison, manipolandoli e svecchiandoli sino a renderli pop. E’ lo stesso Lagerfeld che si giustifica nei confronti di Coco, che a suo dire, odierebbe quello che sta facendo, ma il suo compito è proprio quello di evitare errori commessi nel passato proiettando la maison nel futuro. Con lui Chanel torna a essere il punto di riferimento dello stile, uno status symbol, per le celebrità e le it-girl della nuova generazione. Intanto, nel 1989, scompare il suo compagno storico, Jacques de Bascher, dandy di ultima generazione e carismatica figura del panorama notturno parigino. È l’unico legame che Lagerfeld, sempre molto discreto, abbia mai ammesso. Nel 2001 lui, appassionato di junk food e di Coca Cola, perde 42 chili in meno di un anno: la sua dieta diventerà anche un libro, e a chi gli chiede perché lo ha fatto, spiega che voleva potersi vestire con i completi di Hedi Slimane, da molti indicato come suo naturale successore, non solo spirituale.

Lagerfeld è stato un designer carismatico con un’immagine pubblica diventata iconica: con i suoi occhiali neri, i capelli lunghi e bianchi raccolti a coda di cavallo, la sua immagine dandy rock e passatista al tempo stesso, con guanti di pelle pregiata da aviatore, scarpe in vernice nera lucidissima e giacche strutturate che ricordavano il buon gusto della Belle Époque.

Lagerfeld era commendatore dell’Ordine della Legion D’Onore dal 2010. A dimostrazione di una lunga e affermata carriera di uno stilista completo, visionario, moderno e contemporaneo, che ha fatto della moda un quadro nel quale dietro vi erano ispirazioni profonde e filosofiche. Lui stesso dichiarava: ‘’ Il vero lusso? L’intelligenza’’ e lui si è dimostrato un maestro di tutto questo. Ora credo che insegnerà alle nuvole a vestirsi e potrà ricongiungersi con  Coco Chanel, tutto il resto per noi sarà solo mito che ha segnato la storia della moda, lasciando il segno, non subendola ma calcandola come unico e grande genio, uomo combattivo ed in continua evoluzione. Quando se ne va “un grande” è sempre difficile trovare un successore, se non impossibile, perché ogni individuo porta in sé una visone, uno stile, un racconto personale. Sarà da ora in poi difficile trovare qualcuno alla sua altezza ma anche per noi, trovare le parole giuste perché in eccesso o in difetto non saranno mai quelle appropriate, infatti come direbbe il Keiser: ‘’il mio più grande lusso è non dovermi giustificare con nessuno”.

Grazie Karl,

di Michele Vignali.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: