Chi ha vinto veramente Sanremo 2019?

Sanremo 2019 si è concluso e mai come quest’anno il risultato finale ha suscitato così tante polemiche. Ma andiamo per ordine. Sul podio dei vincitori salgono al primo posto Mahmood con il brano “Soldi”; al secondo posto Ultimo con “I tuoi particolari” e al terzo Il Volo con il brano “Musica che resta”. Tra fischi e urla della platea al Teatro Ariston la vittoria viene assegnata per “acclamatio popolare” a Loredana Bertè che diventa vincitrice morale del Festival di Sanremo 2019.

Alvuela: Permettetemi di ironizzare su quanto è successo: “C’era una volta un ragazzo della periferia milanese che si chiamava Mahmood che da Ultimo spiccò Il volo e vissero tutti Cristicchi e Silvestri”. Ma torniamo a noi, secondo te Michele quanto ha influito il giudizio delle giurie tecniche e quanto quello del televoto?

Michele: Già ieri avevo scritto che sarebbe stato molto difficile individuare chi avrebbe vinto. Era difficile perché come spesso accade chi può vantare di avere il consenso da parte della critica viene quasi sempre stroncato dal pubblico. Con Baglioni il Festival non è più una gara non prevedendo più le eliminazioni, quindi è veramente impossibile capire l’andamento. Secondo me nell’ultima serata del festival le giurie tecniche non avrebbero dovuto votare poiché c’era già il televoto d’altronde essendo il pubblico fruitore diretto ha comunque la capacità di decidere a chi dare il podio non ribaltando il risultato.  Inoltre, credo che bisognava istituire due premi d’onore per Patty Pravo e Loredana Bertè come veterane, icone e grandi interpreti della musica italiana. Permettimi di dire che tutti i testi erano molto belli e che piano-piano arrivano a tutti. Non dimentichiamo che molto spesso i brani ultimi in classifica poi risultano i più ascoltati in radio o condivisi sui social-network.

Alvuela: Secondo me il voto delle giurie ha letteralmente inciso sul risultato provocando un “ribaltone” senza precedenti! Qualcuno ha ironizzato paragonandolo alla trasmissione televisiva di Alessandro Borghese “4 Ristoranti”. È vero che il voto finale degli esperti viene espresso e sopraggiunge prima rispetto a quello del televoto (che ricordiamo è a pagamento) ma la percentuale di influenza risulta eccessiva e andrebbe ridimensionata. Il Codacons sembrerebbe che abbia “denunciato all’antitrust la pratica scorretta nei confronti del televoto che è stato umiliato e annullato”. Ma in realtà come spiegavo il voto degli esperti è stato depositato prima che il televoto a sessione unica si pronunciasse. Quindi il voto degli esperti ha inciso influenzando il risultato finale ma senza possibilità di inficiarlo. Ci auspichiamo dunque che per il prossimo Sanremo 2020 si intervenga sul sistema di voto depotenziando quello degli esperti per dare più voce in capitolo al grande pubblico che rappresenta il primo fruitore assoluto di musica. Anche perché non mi sembra che in finale ci fossero canzoni che non meritassero…Devo dire che quest’anno i testi erano quasi tutti impegnati, empatici e profondi. In effetti quello che non è stato chiaro e che ci siamo chiesti un po’ tutti è stato: Ultimo ha ottenuto il 46% del televoto (quindi popolare) Mahmood solo il 14%. È giusto secondo te che la giuria non debba tenere minimamente in considerazione il televoto finale? Che si vota a fare?

Michele: Ribatto l’idea che nell’ultima serata ci deve essere solo il televoto da casa, tanto i premi come quello della critica, migliore interpretazione o quant’altro sono stati sempre assegnati in tutte le edizioni. È naturale che in un sistema a giurie miste tutto cambia perché ogni individuo ha gusti differenti e il risultato finale può anche non convincere del tutto suscitando polemiche e delusioni come è successo.

Alvuela: A questo punto dovremmo pensare che finisce sempre tutto “a tarallucci e vino” come in politica e che ciò che pensano o piace agli italiani non conta. Siamo “populisti” e quindi il grande pubblico non è in grado di decidere o non ha le orecchie affinate al gusto musicale. Il sospetto che gira in rete è che parte della giuria (si vocifera che la maggioranza fosse di sinistra) abbia volutamente dirottato il voto nei confronti di Mahmood perché di padre egiziano anche se lui è milanese al 100% per alimentare polemiche a sfondo razziale in modo che Salvini venisse allo scoperto (come è di fatto successo) buttando nel tritatutto un giovane artista al suo primo esordio.

Michele: Già perché Mahmood ha dovuto dichiarare le sue origini pubblicamente, come se si dovesse giustificare di essere nato in Italia da padre egiziano e madre sarda e che ha fatto tanta gavetta per arrivare su quel palco. È squallido, umiliante, vergognoso leggere tutto questo razzismo. La politica che ci governa è in perenne propaganda e questo sembra che sia stato un pretesto per ottenere maggiori consensi. La politica dovrebbe pesare ad altre cose ben più gravi di un talentuoso ragazzo che canta il nostro tempo come fece Gigliola Cinquetti negli anni Sessanta cantando ‘’ Non ho L’età’’. Sei d’accordo?

Alvuela: Certo! Come se non bastasse in conferenza stampa Ultimo è stato provocato dagli stessi giornalisti e si è lasciato andare ad offese sclerando sulla situazione che si è andata a creare. Sicuramente ha dimostrato una mancanza di rispetto, per carità, non è giustificabile ma ciò non toglie che da un ragazzo di 23 anni dal carattere impulsivo ci si può aspettare anche se avrebbe fatto meglio a mordersi la lingua, mettere da parte l’orgoglio chiedendo scusa (sempre che intenda ancora lavorare in questo settore).

Michele: Sono D’accordo l’impulso è sempre una brutta bestia…ma sentirsi per una settimana essere annunciato come vincitore e poi arrivare secondo credo che l’amaro in bocca resti, anche se quello non è un atteggiamento costruttivo.

Alvuela: Ma come funziona attualmente il televoto? Spieghiamolo in parole povere. Le giurie sono tre:

  • GIURIA DELLA SALA STAMPA composta da giornalisti accreditati presso la sala stampa del Festival, che lavorano presso periodici, web, radio e tv private e vota per tutte e 5 le serate del Festival;
  • GIURIA D’ONORE (ESPERTI) composta da 8 personaggi di spicco della musica, della cultura e dello spettacolo e vota in due serate venerdì e sabato.
  • GIURIA DEMOSCOPICA composta da 300 persone selezionate tra abituali fruitori di musica. Voterà da casa tramite un’app gestita dalla società Noto Sondaggi. E’ tenuta a votare nelle prime tre serate (martedì, mercoledì e giovedì).

In che percentuale?

  1. SERATA: voto misto percentuale ottenuta da Televoto 40%, Sala stampa 30%, Giuria Demoscopica 30%.
  2. SERATA: 12 artisti in gara e voto espresso come sopra.
  3. SERATA: altri 12 artisti in gara votazione mista idem come sopra.
  4. SERATA: 24 cantanti in gara. Questa volta il voto verrà espresso nella percentuale del Televoto 50%, Sala stampa 30%, Giuria d’onore 20%. Televoto con sessione unica con un unico intervallo di voto cioè in un’unica fascia oraria.
  5. SERATA: la finalissima prevede due fasi. La prima mista composta dal Televoto al 50%, Sala stampa 30%, Giuria d’Onore 20%. Televoto con sessione unica. Una volta individuati i tre finalisti, senza che sia svelato il voto degli esperti che avranno già votato seguirà la votazione mista come sopra.

Alvuela: Sicuramente questo sistema non garantisce il massimo della trasparenza ma i vincitori vengono decretati purtroppo in questo modo. Inoltre, Baglioni ha dichiarato che all’inizio del Festival avrebbe preferito ridimensionare il peso del voto degli esperti e aumentare quello del televoto ma sembra che l’élite l’abbia presa proprio male! Chissà perché… chissà…

Michele: Dico che per il 2020 il regolamento deve essere rivisto a pieni voti e tutto riscritto. Affermo ancora una volta che un attacco così grande nei confronti di giovani talenti è davvero ignobile. La musica deve restare fuori dai giochi di potere e gli stessi politici non dovrebbero innescare dinamiche omofobe e razziali. Dovrebbero farsi un esame di coscienza e chiedersi: ‘’ Ma io come reagirei leggendo questi commenti se fossero rivolti a me? “. Mi auguro che il Festival ritorni come ai vecchi tempi perché al momento è solo ed esclusivamente un business.

Copyright di Alvuela Franco- Alvufashionstyle e Michele Vignali

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