Camaiani sfila con la collezione Marrakech alla Galleria Romana

Vittorio Camaiani

Vittorio Camaiani

Lo stilista Vittorio Camaiani sfila con la collezione Marrakech presso la Galleria Romana Spazio Nuovo.

L’evento che si è tenuto il 5 Ottobre, ha permesso alla Galleria di rafforzare i propri legami con importanti collezionisti e istituzioni internazionali, diventando punto di riferimento per costruire una collezione privata di opere fotografiche.

Anche questa volta Camaiani, “artista dell’abito”, non si smentisce e grazie al suo estro riesce a trovare un equilibrio perfetto tra arte, moda, cultura, prendendo spunto da ispirazioni diverse e cucendo insieme atmosfere e mood che sembrano quasi dialogare con il mondo circostante.

L’ultima collezione dello stilista marchigiano è ispirata a un viaggio in Marocco che lo ha portato a confrontarsi con l’universo misterioso, unico, colorato del Magherb.

La collezione autunno-inverno diventa un perfetto omaggio a quella terra lontana caratterizzata da spezie, mosaici e da luci abbaglianti che si contrappongono ad ombre misteriose. Camaiani rende omaggio al Marocco, luogo magico a cui era tanto affezionato lo stilista Parigino Yves Saint Laurent, che negli anni sessanta ha acquistato una bellissima dimora a Marrakech.

Molto spesso le suggestioni di questa grande città sono entrate a far parte delle ispirazioni dello stilista dando forma a capi d’abbigliamento che hanno segnato la storia: se si pensa per esempio alla Sahariana.

Camaiani emula nella sua collezione tutto quel mondo ispirandosi all’icona dell’epoca Talitha Getty la prima fashion icon che dagli anni Sessanta ha interpretato la prima estetica etno-chic del Marocco a Roma.

Per la parte giorno, il giallo, il rosso, l’ocra, si trasformano per magia negli intarsi delle bluse in cachemire in deliziosa carta da zucchero, che cita la latta dei barattoli delle botteghe del souk di Marrakech. Le spezie tornano poi nei riquadri sartoriali in lane bouclé, tweed dei cappotti a vestaglia e nei ponchos.

Il blu indaco dei mosaici della Madrasa Ben Youssef compare nelle tessere di lana bouclè appoggiate alla silhouette dei pantaloni o nelle tasche delle gonne in flanella grigia, in un gioco suggestivo e quasi futurista che compone e ricompone i disegni tipici dell’arte marocchina.

Al calar della sera, quasi per magia, le mise diventano ancora più esclusive: le bluse di organza di seta si impreziosiscono di maxi tessere tempestate da cristalli in un mosaico apparentemente scomposto, abbinate a pantaloni neri decorati a tessere multicolor. Le tute caftano e gli abiti da sera alternano sapientemente i batik dipinti a mano su disegno dello stilista alle lane ricamate.

Il metallo lavorato artigianalmente con placche decorative proviene direttamente dal souk di Marrakech e si appoggia sulle spalle di giacche in flanella grigia e chiffon. Le calzature realizzate da Lella Baldi vengono declinate nella palette della collezione in stiletti e stringate che citano le babouches, mentre i cappelli che accompagnano molti dei capi richiamano in versione femminile il tipico fez marocchino.

La grandezza dello stilista sta sicuramente nel saper creare un connubio costante tra il mondo circostante e l’arte. Il mondo è talmente vasto che solo l’acume attento di un’artista riesce a coglierne i particolari e Camaiani in questo è un gran maestro perché riesce sempre a sbalordirci con la propria visone, grandezza ed unicità dando vita a nuove forme di bellezza.

di Michele Vignali

michelevignaliblog.wordpress.com

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