Lady Diana: il dolce ricordo della “Rosa d’Inghilterra” a cura di M.Vignali

Quando penso alla storia tra Lady Diana e Carlo D’Inghilterra mi viene in mente una delle tante favole a lieto fine in cui la Principessa sposa il suo adorato Principe Azzurro. Ed è stato proprio così, nonostante tutte le vicissitudini, Lady D. ha affrontato l’antagonista Camilla Parker Bowles, paparazzi e rigidi protocolli reali solo per amore.

Tra i tanti riconoscimenti, si annovera quello di essere stata amata dal suo popolo e sicuramente anche di avere messo al mondo due figli che l’anno sempre ricordata con grande affetto.  È stata per tutte le giovani dell’epoca un’icona e musa da imitare ma ancora oggi a distanza di vent’anni dalla sua morte è per tutti noi la grande Principessa Del Popolo, faro di luce nel cuore di tutto il mondo. Ricordiamo la sua storia.

Diana Frances Mountbatten-Windsor Spencer nasce a Parkhouse, nei pressi della residenza reale di Sadringham, il 1° luglio 1961, figlia di Edward Spencer, Visconte Althorp. Diana, ha un fratello, Charles e due sorelle Sarah e Jane. Già dalla prima infanzia subisce un trauma, come lo definisco i molti biografi:  la madre Lady Frances Bounke Roche lascia la famiglia quando Diana ha solo sei anni per andare a vivere con un facoltoso proprietario terriero Peter Shaud Kidd.  Diana sino ai dodici anni prende un periodo di educazione privata poi viene iscritta alla scuola secondaria presso l’istituto di West Heoth nel Kent; dopo poco lascia l’amata residenza di Parkhouse e si trasferisce nel castello di Althorp, nella contea del Northamptonshire, nel cinquecentesco magione storico.

La favola inizia con il primo incontro ufficiale fra Diana e il suo futuro marito che avviene quando lei ha sedici anni, in una cena in onore della visita della regina di Norvegia. Anche se i due si conoscevano già dall’infanzia in quanto le due famiglie si frequentavano da tempo. I biografi raccontano che Carlo la trattava da sorellina perchè lei aveva tredici anni meno di lui, allo stesso tempo in diverse biografie si allude ad un flirt di Carlo con la sorella Sarah. Infine si dice anche che Diana fosse innamorata fin da piccola del principe Andrea fratello del principe Carlo.

Frequenta per un breve periodo un collegio svizzero ma ne viene allontanata per scarso rendimento anche se lei primeggia solo negli sport: nuoto, tennis e hockey. Infine, si trasferisce a Londra, in un appartamento di Coleherm Court che divide con altre ragazze conducendo una vita molto normale, fa piccoli lavoretti come babysitter, cameriera, insegnante di bambini dell’asilo sotto casa.

Per quanto riguarda invece il corteggiamento tra Carlo e Camilla, ci sono diverse versioni, secondo alcune sarebbe stato lui, addirittura consigliato da Camilla, a sceglierla come madre e sposa ideale: giovane, ben educata, ingenua quanto basta anche per sopportare il tradimento con Camilla. Secondo altri, invece, sarebbe stata lei a cercare a ogni costo di conquistarsi un partito regale. Quest’ultima versione assomiglia di più a quella che lega William e Kate.

La favola però inizia a tingersi di antiprotagonisti e malignità quando il Sunday Mirror pubblica in prima pagina i particolari di un incontro avvenuto nel novembre 1980, sul treno adibito al trasporto della famiglia reale.  Stando al gossip, nell’ articolo si legge che il treno sarebbe stato fatto sostare da Carlo per un’intera notte su un binario morto, in aperta campagna. Si vocifera che occorse l’intervento di un ginecologo affinchè esaminasse Diana dichiarandola vergine per sopire lo scandalo e arrivare al matrimonio.

La futura regina, infatti, deve essere illibata e questo avrebbe impedito a Carlo di sposare, la mai obliata, Camilla. Il matrimonio che consacra Diana come Sua Altezza Reale Principessa di Galles e futura Regina d’Inghilterra, si celebra il 29 luglio 1981 nella cattedrale di St. Paul ed è un evento mediatico trasmesso in diretta televisiva in tutto il mondo e seguito da 800 milioni di spettatori. Alle nozze sono stati invitati sovrani, capi di stato e il jet internazionale; lungo il percorso della carrozza reale si accalcano, quasi due milioni di persone. I record si sprecano: 100 chili, il peso della torta; 300 milioni di lire solo per gli addobbi floreali, 125 miliardi di lire il costo complessivo. Un po’ criticato il vestito, rigorosamente Made in England, in taffettà di seta, ma anch’esso da Guinnes: 10 sottogonne e 7 metri di velo tempestato di paillettes di madreperla e decorato con rari pizzi antichi. L’abito di nozze disegnato da David ed Elizabeth Emanuel ha lasciato molti gentilmente sbalorditi per la somiglianza con una meringa.

Gli stilisti lo hanno definito “un abito destinato a passare alla storia, ma creato secondo il gusto di Diana”. Una rivelazione inquietante che spiega certe cadute di stile degli anni Ottanta, quando cercava di conciliare le regole di Palazzo con il desiderio di apparire alla moda.

Da quel momento in poi si sviluppa un’altra lunga storia che ricopre pagine di giornali, rotocalchi e gossip. Dopo il matrimonio inizia ad occuparsi di impegni e ruoli ufficiali verso il titolo di icona di stile e principessa del popolo. Per molto tempo è stata vestita con abiti e completi goffi dai colori carichi, giacche con spallotti e cappelli esageratamente grandi. Verso la fine degli anni Ottanta arriva l’amicizia con due stilisti italiani come Gianfranco Ferrè e Gianni Versace. Entrambi l’hanno amata, desiderata e valorizzata a seconda del loro stile e fascino. Ferrè in quel periodo oltre a disegnare la sua linea si occupava di creare la linea Dior nel 1989 e le dedicherà l’iconica borsa ‘’ Lady D’’ n occasione di una sua visita a Parigi. Versace la veste e l’accoglie nel suo atelier Milanese dove la ascolta e la coccola perché quelli sono anni terribili per lei a causa della fine del matrimonio con il principe D’Inghilterra e tutti i fotografi puntano su di lei.

Gianni Versace la valorizza con abiti più corti, tubini dalle tinte tenui e con tunichette sapientemente scollate e aderenti. La sua triste morte arriva all’improvviso in una calda sera d’estate il 31 agosto del 1997 a Parigi sotto il tunnel del Pont de l’Alma a Parigi, insieme al suo compagno Dodi Al-Fayed, quando la loro Mercedes assediata dai paparazzi, guidata dall’autista Henri Paul, si infrange contro il tredicesimo pilastro della galleria.

In quel frangente, tutto si ferma. Il mondo della musica, dell’arte, della moda insieme alla gente comune, si chiude in un cordoglio universale senza pari e piange ancora incredulo, la morte dell’amata Diana, tra le note di “Candle in the wind” scritta dall’amico e noto cantante Elton John.

Vent’anni senza Diana, senza il suo sorriso e la sua immagine di icona di stile. Chissà oggi cosa avrebbe pensato nel vedere i suoi figli crescere, sposarsi e avere dei nipoti. Come sarebbe stato il rapporto con Kate?

Ma soprattutto quante campagne solidali avrebbe ancora sostenuto? Lady D. resterà indelebile nei nostri cuori, forse anche perché rappresenta quell’animo nobile che ci fa comprendere che a nulla servono i titoli reali quando si è umili e si ama davvero. Addio Rosa d’Inghilterra. Goodbye England’s Rose.

‘’Se trovi qualcuno da amare nella tua vita, allora aggrappati a quell’amore’’ Lady Diana.

di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

 

 

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