Vittorio Camaiani si ispira a Marrakech

Vittorio Camaiani capsule collection ispirata a Marrakech

Vittorio Camaiani capsule collection ispirata a Marrakech

La capsule collection FW2017 realizzata da Vittorio Camaiani ha sfilato nei giorni di Altaroma nel giardino di Marina Ripa di Meana.

Le suggestioni creano nuove emozioni, i colori esaltano i sensi e il viaggio conduce a respirare nuove idee, culture, forme, dando vita a un inedito connubio di arte su arte.  La collezione haute couture di Vittorio Camaiani è tutto questo: una melting pot di stili autentici che confluiscono nella capsule collection dal titolo ‘’Vittorio Camaiani a Marrakech’’. A fare da cornice all’evento, in occasione di Altaroma, l’ineguagliabile giardino esotico di Marina Ripa di Meana che per una sera si è trasformato nei Giardini Majorelle in Marocco.

Lo stilista marchigiano trae ispirazione da un viaggio in Africa settentrionale che è stato il giusto ‘’Là’’ creativo per confrontarsi con l’universo misterioso del Maghreb regalando un sapiente omaggio alle terre speziate, ai mosaici, alle sfolgoranti luci come alle misteriose ombre.

La collezione di Camaiani riporta in auge l’incantevole Marrakech di Yves Saint Laurent. Il viaggio lega passato e presente che avrebbe sicuramente affascinato anche Taliha Getty, prima fashion icon degli anni Settanta, che importò per prima in Italia e precisamente a Roma, l’estetica Etno-Chic del Marocco.

Lo stile di Camaiani, non si smentisce e le sue collezioni, riescono sempre ad emanare sottili e ricche citazioni, trafugate al passato e reinterpretate al presente in un gioco diretto di raffinati rimandi che evocano il ‘’suo’’ Marocco.

La couture è un qualcosa di prezioso e gli abiti dello stilista Vittorio Camaiani sanno sempre comunicare ed esprimere in prima persona.

La collezione è divisa in parti diverse con un unico fil rouge esaltato dalle bellissime decorazioni delle maioliche antiche, una palette cromatica speziata che sembra quasi lasciare sillage olfattivi di autentico mistero sui meravigliosi capi di alta sartoria.

Per la parte giorno, il giallo, il rosso, l’ocra, si trasformano per magia negli intarsi delle bluse in cachemire in deliziosa carta da zucchero, che cita la latta dei barattoli delle botteghe del souk di Marrakech. Le spezie tornano poi nei riquadri sartoriali in lane bouclé, tweed dei cappotti a vestaglia e nei ponchos. Il blu indaco dei mosaici della Madrasa Ben Youssef compare nelle tessere di lana bouclè appoggiate alla silhouette dei pantaloni o nelle tasche delle gonne in flanella grigia, in un gioco suggestivo e quasi futurista che compone e ricompone i disegni tipici dell’arte marocchina.

Al calar della notte, quasi per magia, le mise diventano ancora più esclusive: le bluse di organza di seta si impreziosiscono di maxi tessere tempestate da cristalli in un mosaico apparentemente scomposto, abbinate a pantaloni neri decorati a tessere multicolor.

Le tute caftano e gli abiti da sera alternano sapientemente i batik dipinti a mano su disegno dello stilista alle lane ricamate. Il metallo lavorato artigianalmente con placche decorative proviene direttamente dal souk di Marrakech e si appoggia sulle spalle di giacche in flanella grigia e chiffon.

Le calzature realizzate da Lella Baldi vengono declinate nella palette della collezione in stiletti e stringate che citano le babouches, mentre i cappelli che accompagnano molti dei capi richiamano in versione femminile il tipico fez marocchino.

Camaiani rappresenta attualmente la figura di un moderno artista dello stile che ama sperimentare e mixare, talvolta ironicamente, arte, moda e cultura. Ogni collezione parla al presente ma volge lo sguardo al passato, ai ricordi, regalandoci quell’amarcord che le contraddistingue. L’unicità, molto spesso, sta nell’arte di saper emozionare e raccontare una storia che non avrà mai fine.  Per questo le collezioni di Camaiani, ognuna nella sua esclusività, resta impressa nel nostro immaginario come un film dal piglio felliniano. Ogni sfilata è uno storytelling che rispecchia il lato più profondo e recondito dello stilista e che solo l’occhio attento di chi ama veramente l’arte riesce ad esserne catturato, avvolto nella storia come in un sogno ad occhi aperti.

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di Michele Vignali

michelevignali.wordpress.com

Ph. Carlo Tosti

 

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