Intervista esclusiva a Ivan Perini: Senior Fine Jewelry Buyer

IVAN PERINI - Senior Fine Jewelry Buyer

IVAN PERINI – Senior Fine Jewelry Buyer

Dotato di uno spiccato senso estetico, meticoloso talent scout della joaillerie nel mondo, esperto di arte orafa con un’attenzione maniacale al dettaglio, profondo conoscitore dell’artigianalità artistica fiorentina, con un expertise d’eccezione di 9 anni presso la sezione gioielli del luxury store Luisaviaroma e attualmente Senior Fine Jewelry Buyer: ho intervistato per voi Ivan Perini.

Ciao Ivan, cominciamo dal principio, come ti sei avvicinato al mondo della Luxe Fashion Jewelry?

Il mio percorso inizia a 16 anni quando per la prima volta entrai in un laboratorio artigiano, nel cuore di San Frediano a Firenze. Ho sempre sognato di diventare orafo ma ero consapevole dell’impegno quotidiano e delle difficoltà che avrei dovuto affrontare.  Prima che io potessi realizzare i miei primi lavori in argento, ho dovuto fare molta gavetta svolgendo tantissime commissioni e cere di modelleria. Iniziavo la mattina per finire la sera. Successivamente, con il passare del tempo, sono diventato Responsabile del Laboratorio e quindi ho cominciato a instaurare rapporti commerciali con i fornitori: incassatori, pietrai, incisori.

Nel frattempo, ho anche avuto la fortuna di viaggiare negli USA e in tutto il mondo specializzandomi nei rapporti con l’Estero, confrontandomi con clienti di diverse culture, che mi hanno arricchito dal punto di vista professionale e interpersonale. Trascorsi quasi venti anni, nel 2008, Luisaviaroma inaugurava per la prima volta il nuovo store con un angolo dedicato alla gioielleria.

Iniziò così la mia avventura da Luisaviaroma. Ovviamente ho dovuto cominciare da zero. Il primo reparto è stato quello della Fine Jewelry Donna e Uomo, esteso in un secondo momento, alla Fashion Jewelry sempre per entrambi i generi e in contemporanea a quello degli Orologi per ambedue le categorie. Non è stato semplice e immediato, ho dovuto viaggiare moltissimo e visitare numerose Fashion Week come quelle di Parigi, Londra, Roma, Milano, Basilea per gli Orologi. Nel tempo, il reparto gioielli ha acquisito fama e prestigio, sino a diventare una delle vetrine più importanti per ricerca e selezione di gioielli e orologi a livello globale.

Grazie alle competenze acquisite, ho potuto insieme ai designer progettare collezioni, creare partnership e special edition che solo Luisaviaroma aveva. I nomi delle aziende con cui ho collaborato in questi anni sono centinaia: Antonini, Chantecler, Carolina Bucci, Stephen Webster, Delfina Delettrez, Shourouk, Eberhard, Gerard Perregaux e tantissimi altri.

Chi è un buyer, cosa fa e quali competenze servono per poter svolgere questa professione?

Oggi purtroppo la professione buyer è alquanto inflazionata. Penso che per potersi considerare tale bisogna essere stati (come per tutti i lavori) “dietro le quinte”. Non ci si può improvvisare, perché è necessario conoscere in maniera approfondita alcune nozioni che reputo indispensabili per poter davvero giudicare il lavoro degli altri, con grande rispetto e professionalità.  Non si tratta solo di selezionare le creazioni più belle a scapito di quelle meno belle ma implica soprattutto una conoscenza dei materiali, della manifattura, dell’incassatura, oltre, alle competenze trasversali acquisite nel tempo con l’esperienza, come uno spiccato senso critico ed estetico. Questi, secondo me, sono i requisiti per potersi considerare buyer professionista.

Per un brand emergente qual è l’iter da seguire per poter entrare in contatto con un Jewelry Buyer autorevole come te? Esiste un canale diretto oltre le Fiere?

Come tutte le cose ci vuole pazienza. Fare una valutazione richiede molto tempo e nonostante gli impegni ho sempre prestato più importanza allo scouting e alla ricerca.  Il classico passaparola fra designer e aziende è stato sempre il modo più veloce per poter raggiungere il Buyer, oltre alle fiere di settore e agli incontri.

Com’è cambiato il retail in questi ultimi anni e quanto contano gli Influencer?

È cambiato il concetto stesso di retail: fino a qualche anno fa lo store era il luogo d’incontro di clienti, stampa e addetti ai lavori. Era indispensabile riuscire ad anticipare le tendenze, toccare con mano capi e materiali. Oggi è diventato tutto molto più veloce e consumabile. I negozi hanno assorbito questa nuova concezione adeguandosi ai tempi e quindi possiamo affermare che non esistono più le grandi distanze fisiche e logistiche. Anche gli Influencer attraverso il mondo dei Social Network sono stati determinanti, anche se in minima parte, tenendo conto di quanto accadeva nello scacchiere mondiale e i relativi avvenimenti politici ed economici.

Secondo te investire sui Social come Instagram è indispensabile per un brand o un designer?

Faccio parte della vecchia scuola ma nonostante tutto devo dire che è importantissimo. Attualmente i social avvicinano il cliente al buyer in un attimo. Sin da subito è possibile presentarti, spiegargli la concezione del tuo lavoro e in cosa consiste. Inoltre, si arriva addirittura a carpire il tuo percorso professionale e il prestigio. Per questo, come in tutte le cose ma soprattutto in questo settore il compromesso è importante.

Esiste un gap abnorme tra marketing di produzione, distribuzione e comunicazione. Quali sono gli investimenti iniziali e i requisiti minimi affinché un brand emergente possa penetrare nel mercato del lusso?

Idee innovative, collezioni esteticamente belle, tanta umiltà e voglia di fare. Ecco i requisiti essenziali. Metterei anche quel pizzico di fortuna nel trovare la persona giusta che ti può dare una mano per entrare in certi mercati…

Per un brand è più conveniente aprire un proprio e-commerce oppure sperare di essere inserito in quelli più conosciuti a livello globale? Nel secondo caso, quali sono gli step per proporsi?

Inizialmente, non nego che riuscire ad entrare in un e-commerce globale aiuterebbe tantissimo il designer a livello di marketing. Questo significherebbe non dover necessariamente ricorrere a investimenti propri e riuscire ad avere una base iniziale e sopperire ai primi investimenti economici gratuitamente, di riflesso.

Tutto ciò, inoltre, potrebbe aprire diverse porte e conoscenze che sarebbe difficile riuscire a trovare da solo. Ma la finalità è quella di avere un proprio e-commerce e gestirlo con le proprie idee e capacità: facendo comprendere al cliente finale qual è la direzione verso cui ti orienti e con quale tipologia di prodotto intendi raggiungerlo. Cioè, l’intento è quello di riuscire, attraverso le tue idee, a creare un’immagine di te stesso che piaccia al cliente al punto di fidelizzarlo.

Esistono diverse fiere di settore: quali sono quelle più accreditate e che tu consiglieresti?

Parigi primeggia oramai da anni, quindi Premiere Classe, Carouselle de Louvre, Tranoi, mentre per l’Orologeria assolutamente Basilea. In Italia abbiamo Vicenza Oro per un certo tipo di mercato e devo dire che negli ultimi anni ho lavorato molto bene anche con show-room che ospitavano nomi importanti Jewelry Designer.

Cosa intendi quando dici che il gioiello italiano manca di fantasia rispetto a quello straniero? In cosa dovrebbe distinguersi: tecniche di produzione? Tendenze o Design?

Intendo che in Italia pur avendo una manifattura d’eccellenza che tutto il mondo ci invidia, molto spesso, mancano le idee innovative a livello stilistico. È difficile osare in fase di progettazione. Ho però compreso dall’esperienza dei più grandi maestri orafi che attraverso la passione si possono superare anche le più grandi difficoltà. L’estro non è una cosa che puoi tenere facilmente a freno.

So che ti stai preparando per un progetto personale molto importante. Di cosa si tratta? Puoi darci qualche anticipazione?

Certo. Volentieri. dopo aver collaborato con centinaia di brand in tutto il mondo ho sentito l’esigenza di creare qualcosa di innovativo insieme a loro. L’idea iniziale era quella di una pagina web che potesse offrire la mia esperienza come Buyer e Consulente di Gioielleria.

Successivamente, parlando con la stampa e qualche caro amico, questo progetto è stato completamente stravolto. E da pagina web personale, si è trasformato in una vera e propria piattaforma, per offrire al cliente una “Buyer Selection’s” una cerchia ristretta di aziende internazionali che sposino il mio stesso concept di gioielleria. Il cliente in questo modo avrà un canale on line privilegiato, risparmierà tempo non dovendo visionare una moltitudine di cataloghi. Inoltre, si potranno concludere transazioni on line attraverso l’e-commerce con l’azienda produttrice di gioielli, garantendo: autenticità del prodotto, consulenza e massima serietà aziendale. Attualmente, nel settore della Gioielleria, non esiste on-line la figura di un Consulente. Proprio per questo, credo che la mia esperienza possa essere messa a disposizione e condivisa con tutte le aziende a livello globale.

Vi aspetto dunque su www.ivanperini.com

Copyright Alvufashionstyle di Alvuela Franco

 

 

 

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